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Carlo Andreoli (Alo) espone a Milano!

Last Update: 4/13/2007 11:57 AM
3/20/2007 9:13 AM
 
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Sono riuscito a trovare uno spazio per far esporre il mio amico Alo a Milano!
Da lunedì 26 a sabato 7 sue opere saranno esposte al

Bar Momo di Via Lecco 6 a Milano

Fate girare questo messaggio, se potete, ovviamente ai Milanesi, oppure potrebbe essere un'occasione per qualcuno di venire a trovarmi e vedere le bellissime cose di Alo.
Vi aspetto, Fabio-
http://fabiomusati.blogspot.com/
3/20/2007 9:49 AM
 
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WoW!!!

Sono molto contenta per Alo.
Escludo di poter venire a Milano in questo periodo, purtroppo, ma mi auguro che questo sia solo un inizio di danze per le opere di Carlo.

Se a Carlo interessa, io posso attivarmi per trovare spazi anche quaggiù, dalle mie parti...certo non è Milano, ma...

Un abbraccio ad Alo
3/20/2007 10:08 AM
 
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Fabio, l'avevo già proposto l'anno passato, ma lo ripeto anche per quest'anno:

la mia amica pittrice espone (quest'anno sarebbe la quarta volta) al "Bologna Arte sotto i portici" organizzata da un mio amico a Bologna il 4 e il 5 maggio. Se interessa partecipare posso metterti in contatto con lui per vedere di inserire anche Carlo nel gruppo degli artisti.

Gli danno un piccolo spazio per esporre nei due giorni. Se dà in regalo un'opera che a Dicembre andrà all'asta di beneficenza, gli danno due pagine nel catalogo dell'evento, più una pagina nel sito web che quest'anno hanno organizzato (anzi, avrei dovuto aiutare anch'io ma non ho avuto tempo) con la possibilità di inserire curriculum artistico e foto dei lavori.

Non è il Guggheneim Museum, ma si sta facendo strada...

Dimmi qualcosa che attivo... (ci dovrebbe essere un thread apposito qui in questa sezione...)
_________________________________
Ginger Rogers eseguiva tutti i passi di Fred Astaire, ma all'indietro e sui tacchi a spillo.
Remember, Ginger Rogers did everything Fred Astaire did, but she did it backwards and on high heels
(Faith Whittlesey)
3/20/2007 10:30 AM
 
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Fabio permetti vero?



Alo nasce come Carlo Andreoli l’8 Maggio 1963 a Bondeno (Ferrara), dove ancora vive o almeno dove è più probabile trovarlo. Di lui si può dire che è artista ‘nonostante tutto’, nel senso che né gli studi né la sua vita gli hanno permesso di godere appieno di quel fuoco che lo brucia davanti alle opere dei suoi maestri riconosciuti, come l’amico scomparso Guglielmo Mari, Rauschenberg, Caravaggio, Van Gogh, Gaudì, Dalì, Man Ray - e la lista è già testimonianza dell’assenza di spazio-tempo in cui vive.
La sua produzione non si piega a facili schematizzazioni. Un ponte tra l’arte e il quotidiano è il percorso che ci può portare nei pressi della sua anima; ma è una passerella sospesa sul nulla che ne mostra l’inderterminatezza e la fragilità, non certo un’opera monumentale che voglia spiegarne un ovvio e stabile collegamento.
Proviamo allora, invece di usare le parole a descriverne le opere guardando alle tecniche e ai materiali. Lì, i colori acrilici, grazie alla tecnica del collage, copulano con fotografie, ritagli di giornale, pellicole adesive di varia natura, stoffe, giocattoli dimessi e scarti industriali: piccolo catalogo della casualità dell’universo concentrato nel quadrato di una tela.
“Il pennello non lo uso più da anni “ è una delle poche affermazioni che gli abbiamo sentito fare circa la sua arte, che oggi è tormentata da pennarelli (sì, quelli delle figlie), colla, nastro adesivo, punteruoli, trapani e saldatori.
E con queste poche righe non si è detto nulla della sua arte, ma soltanto tirato delle linee intorno al suo lavoro – quella cornice che lui non mette mai…
È nell’intensità del tratto, è nel dolore che è sotteso da ogni elemento delle sue creazioni, anche in quelle apparentemente ironiche, o in quelle blasfeme, è in quell’innocente ma feroce espressione di dolore dell’esistenza che possiamo riconoscere come nostre le sue opere. Il resto - tecniche, dimensioni, categorie, stime e valutazioni - non sono cose per Carlo Andreoli. Non è che non lo riguardino o non lo interessino. Non trovano spazio.
3/20/2007 12:47 PM
 
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quel quadro che hai messo è il mio preferito!
e anche se non è più aggiornato, [SM=g27825] (colpa mia...)http://carloandreoli.splinder.com
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3/20/2007 1:09 PM
 
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Re:

quel quadro che hai messo è il mio preferito!
e anche se non è più aggiornato, [SM=g27825] (colpa mia...)



La tua unica colpa è la generosità. Il blog non è aggiornato perchè Alo oltre ad essere un vero artista è anche un vero asino.
http://fabiomusati.blogspot.com/
3/20/2007 1:12 PM
 
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Re:


Se a Carlo interessa, io posso attivarmi per trovare spazi anche quaggiù, dalle mie parti...certo non è Milano, ma...



Perchè no? Buona scusa per venire a trovarti, andare fuori a mangiare e bere, visitare la chiesa con S'Antonio e il maiale e altre amenità del genere. Fai riferimento a me, in questo periodo provo a fargli da manager [SM=g27828]
http://fabiomusati.blogspot.com/
3/20/2007 1:14 PM
 
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Re:

Fabio, l'avevo già proposto l'anno passato, ma lo ripeto anche per quest'anno:

la mia amica pittrice espone (quest'anno sarebbe la quarta volta) al "Bologna Arte sotto i portici" organizzata da un mio amico a Bologna il 4 e il 5 maggio. Se interessa partecipare posso metterti in contatto con lui per vedere di inserire anche Carlo nel gruppo degli artisti.

Gli danno un piccolo spazio per esporre nei due giorni. Se dà in regalo un'opera che a Dicembre andrà all'asta di beneficenza, gli danno due pagine nel catalogo dell'evento, più una pagina nel sito web che quest'anno hanno organizzato (anzi, avrei dovuto aiutare anch'io ma non ho avuto tempo) con la possibilità di inserire curriculum artistico e foto dei lavori.

Non è il Guggheneim Museum, ma si sta facendo strada...

Dimmi qualcosa che attivo... (ci dovrebbe essere un thread apposito qui in questa sezione



Assolutamente sì! Fai riferimento a me, perchè se lascio fare a lui non combina niente. Dimmi cosa devo fare, sei un amore.
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4/13/2007 9:55 AM
 
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Intervista ad Alo, davanti a un piatto di risotto e a varie bottiglie di vino rosso

A 11 anni fondevo barattoli di plastica e di metallo con l’accendino. Li raccoglievo dove capitava e li bruciavo in cantina per farne delle sculture. Non sapevo bene cosa stessi facendo e perché, ma mi piaceva vedere come la materia si trasformasse; era distruzione e creazione, penetrazione della realtà. C’era la puzza, l’odore di bruciato, anche quello era parte della creazione. Le cose che si deformano, si sciolgono, dicono del proprio dolore. Facevo quello, non c’era intenzione, solo il lasciarsi andare a quello per ridurre a elementi minimi. Un sorta di alchimista al contrario.
Poi rimettevo insieme i frammenti e i residui su un tavolo di legno. Non volevo dire niente, cercare niente. Mi piaceva e basta. Mi piaceva l’estetica diversa di quella materia trasformata.
Un amico mi disse che facevo pop art. Non avevo mai sentito nominare la pop art, ma era un bel nome. Mi informai. Scoprii che facevano più o meno quello che facevo io.

In televisione vidi uno sceneggiato sulla vita di Ligabue. La televisione era in bianco e nero, eppure i colori uscivano lo stesso. Convinsi mio padre a portarmi a vedere una sua mostra nel mantovano. Ligabue era di quelle parti. Io sono di Bondeno. Stessi paesaggi grigi, la nebbia, il Po. E il colore di Ligabue: dipingeva gli animali come solo Van Gogh ha fatto. C’era la sofferenza, la selvaticità, la gioia, la tragedia di essere preda. C’era tutto in Ligabue. Vera pop art, arte popolare, che tutti potevano comprendere. L’arte deve essere semplice, popolare, alla portata di tutti.
Se faccio un quadro e lo vendo per cinquanta Euro, c’è qualcuno che lo vede e io ho i soldi per farne altre cinque. E’ solo questo. Non c’è bisogno di altro.

Guglielmo Mari era bondenese, come me. Un grande artista. Usava smalti allo zinco su tela in maniera pazzesca, con contrasti fortissimi. Ritratti di amici, ambienti con una forza espressiva pop, veramente popolare. Usava colori semplici, naturali, violenti, diretti, comprensibili da tutti.
Aveva qualche anno più di me. Era il mio amico e il mio maestro, anche se lui non si sentiva maestro di nessuno.
Dovevamo fare una mostra insieme a Bologna. Ci volevano 200 mila lire. Era uno spazio importante. Io avevo 100 mila lire per andare a Parigi con Angela ed altri amici. O Parigi o la mostra. Scelsi Parigi. Guglielmo ci rimase male. Quella mostra non l’abbiamo più fatta. Lui morì qualche anno dopo.


[Modificato da newat49 13/04/2007 9.56]

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4/13/2007 11:28 AM
 
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Me lo immagino Alo a dire queste cose.
E soprattutto immagino il suo sguardo. Quella sera a Ferrara mi aveva molto colpita il suo modo di guardare.
4/13/2007 11:55 AM
 
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molto bello e toccante questo pezzo di arte viva!
Mi ha colpito la cosa del bruciare le cose e osservarle cambiare... intrigantissimo!

Perché non lo metti anche sul suo blog? Appena ho tempo, altrimenti, lo faccio io...

ciau!
ipa
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4/13/2007 11:57 AM
 
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Brava fallo tu, perchè io non so più come si fa [SM=g27818]
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